Lei non sa chi sono io!!

Lei non sa chi sono io!!

Maggio 2012. I quotidiani romani, nel pieno del clima dell’antipolitica, riportano questa notizia, che virgoletto: “Lui era al bar. L’auto che lo accompagnava era parcheggiata in divieto di sosta. E quando ha visto la contravvenzione sul parabrezza è andato su tutte le furie e ha inveito contro i vigili che lo avevano appena multato pretendendo che la annullassero al grido di «Lei non sa chi sono io» e «Le faccio perdere il lavoro». Ma per sua sfortuna si è trovato di fronte alla vigilessa di ferro Claudia Macri che non ci ha pensato due volte e lo ha denunciato per minacce e oltraggio. Il protagonista della bravata è Giuseppe Ioppolo, 47 anni originario della Calabria, capo della segreteria particolare della commissione bicamerale della Nato presso il Senato. Ieri pomeriggio è sceso da un’Audi A6 in via Mario de’ Fiori, una traversa di via del Corso ed è entrato in un bar insieme ad un’altra persona. La macchina (targa EJ 710…) è rimasta ferma poco distante in divieto di sosta. Poco dopo è passata una squadra di agenti del primo gruppo della polizia municipale di Roma. E vedendo l’auto in sosta selvaggia hanno preso penna e blocchetto e hanno scritto l’immancabile multa (39 euro per sosta vietata) e lasciato l’avviso sul parabrezza della berlina intestata ad una società. In quel momento è uscito dal bar Ioppolo e ha subito raggiunto i vigili pretendendo che gli togliessero la multa. Ma quando si è sentito confermare la contravvenzione ha perso il controllo, ha lanciato il verbale contro gli agenti e poi ha iniziato: «Lei non sa chi sono io… Lavoro al Senato e le farò passare i guai per quel che sta facendo». E così via, millantando amicizie importanti. Ma probabilmente era Ioppolo a non sapere chi avesse di fronte: la vigilessa di ferro Macri, una che presidia il centro storico da anni e non è certo la prima volta che si trovava ad avere a che fare con certi atteggiamenti. A gennaio del 2008 multò un ex senatore, che parcheggiò una Bmw al posto di un disabile in via della Croce. Il 20 aprile dello scorso anno, invece, fermò una Mercedes che stava attraversando irregolarmente l’area pedonale di piazza di Spagna. Alla guida c’era il deputato della Repubblica Giorgio Jannone eletto nelle fila del Popolo della Libertà il quale, stando al verbale redatto dalle agenti, abbassò il finestrino e la ricoprì di offese e minacce sfoderando il più classico dei repertori: «Chiamo il sindaco e vi faccio licenziare», «Io sono un parlamentare e mi state facendo perdere tempo». E entrambi i politici hanno avuto l’unico risultato che peggiorare la loro situazione. E Ioppolo non è stato da meno. Anche perché lo sfogo è avvenuto sotto gli occhi di decine di curiosi che hanno offerto i loro nominativi per testimoniare in favore delle vigilesse. Così oltre alla multa per il dipendente del Senato è scattata anche una denuncia per minacce e oltraggio”.

Fin qui la notizia.

L’Ufficio stampa del Senato replica, immediatamente, in questi sensi, con avviso che viene riportato dai medesimi giornali: “Si precisa che il signor Giuseppe Ioppolo non è un funzionario del Senato, non essendo legato da alcun rapporto di dipendenza con questa Amministrazione. Il signor Ioppolo è un collaboratore personale del senatore De Gregorio, presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato e, come tale, da questi questi fiduciariamente scelto e retribuito. Nella sua qualità di collaboratore è a lui attribuito da parte del Senato il solo permesso di accesso nei palazzi”.

Dunque il Signor “Lei non sa chi sono io”, tale Ioppolo, non è un funzionario del Senato, ma un poveraccio portaborse. Si crede forse, nella propria testa, qualcosa di più. E millanta e minaccia chi sta facendo il proprio lavoro mentre lui si fa i fatti propri, al bar. Ma di chi è, poi, portaborse ‘sto Ioppolo? Nientepopodimeno che del senatore Sergio De Gregorio, un voltagabbana di prima categoria (iscritto al Partito socialista nei primi anni 90, poi confluito in Forza Italia, quindi nella Democrazia cristiana per le Autonomie, indi nell’Italia dei Valori, poi nel gruppo misto nella precedente legislatura ed oggi rientrato nel PdL), del quale su Wikipedia sono riportate le seguenti traversie giudiziarie:

1)      Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di riciclaggio e favoreggiamento della camorra.

2)      Il 25 febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di corruzione.

Entrambe le indagini nascono in Campania, dove la Guardia di finanza scopre, durante una perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto «’o Capriariello», ritenuto un componente del clan Nuvoletta, una serie di assegni firmati o girati proprio da De Gregorio.

3)      L’8 aprile 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio. L’8 maggio 2009 Il gip di Reggio Calabria, Arena, ha emesso il decreto di archiviazione relativo alla vicenda.

4)      Il 15 febbraio 2012 De Gregorio è indagato per truffa e false fatturazioni nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti al quotidiano L’Avanti! insieme all’attuale direttore Valter Lavitola. Secondo l’accusa, Lavitola “quale proprietario e coamministratore di fatto della International Press” società che gestisce il giornale, e De Gregorio “quale socio effettivo dal 1997 e coamministratore occulto” della stessa società, hanno fatto risultare che l’editrice del L’Avanti!, possedesse i requisiti di legge per ottenere i contributi previsti dalla legge per l’editoria: in tutto 23 milioni e 200mila euro ricevuti dal 1997 al 2009 tra cui anche false assunzioni.

5)      Il 16 aprile 2012 viene emesso un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei suoi confronti dalla procura della Repubblica di Napoli sempre in riferimento all’appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano L’Avanti!. Inoltre tra le accuse senza per ora ipotesi di reato rivolte a De Gregorio c’è quella di essere stato lautamente remunerato per il suo passaggio al centrodestra nel 2007.

6)      Il 9 maggio 2012 la giunta delle immunità del Senato dà il proprio consenso per gli arresti domiciliari del senatore coinvolto nell’inchiesta “Lavitola”.

Ecco svelato, dunque, di chi è portaborse e tirapiedi il signor Ioppolo, il nostro “lei non sa chi sono io”: ecco, ora – invece –  lo sappiamo tutti. A Ioppolo (come avrebbe fatto il grande Totò): aspettati d’ora in poi, quando oserai ripetere quella frase a te cara, una sonorissima pernacchiona da tutti noi. E la mattina, invece di disturbare chi serve lo Stato, alzati e vai a lavorare (magari anche soltanto portando le arance a chi sai tu!).

9 Responses to “Lei non sa chi sono io!!”

  1. gennaro leone scrive:

    Caro Rodolfo,
    complimenti al vigile che ha fatto il suo lavoro senza farsi intimorire, ma mi domando come ha fatto il sig. Ioppolo ad avere il permesso per entrare nel centro storico?

  2. Renzo Sartini scrive:

    Che soddisfazione, leggere queste notizie… Averne…

  3. Roberto T. scrive:

    Ora anche il buco di culo che lavora in senato o in parlamento crede di essere qualcuno.

    Non ho ben compreso cosa c’entrasse il riporto sul senatore. Non vuol dire perchè un dipendente sia un cafone che lo siano anche i suoi superiori.

  4. peppino scrive:

    IOPPOLO è CALABRISI….la vigilessa MACRI credo pure (in calabria esiste il cognome Macrì)….GLI E’ ANDATA PROPRIO MALE AL PORTABORSE!!!
    CMQ Non è altro che l’immagine malata che purtroppo abbiamo e diamo costantemente al popolo.
    In certi paesi I DEPUTATI ELETTI DAL POPOLO VANNO A “LAVORARE” IN BICI senza portaborse.

  5. Angelo B. scrive:

    Guarda guarda. Il Signor Giuseppe Ioppolo è stata anche una mia conoscenza qualche anno fa. Le caratteristiche descritte sono assolutamente perfette: anche allora si faceva chiamare ‘Onorevole’ ed era convinto di essere a capo dei servizi segreti. Da una verifica anche allora è emerso che non faceva parte nemmeno del Parlamento. Il lupo perde il pelo ma non il vizio … di millantare potere dentro la politica … o le banche. Tipico dei perdenti!

  6. Pepito scrive:

    Io sono dello paese di questo poveretto lo conosco molto bene sia lui che tutta la sua famiglia, a dire il vero suo padre era una bravissima persona gran lavoratore invece nel suo caso non posso dire la stessa cosa Peppe Ioppolo e’ un poveretto e’ una di quelle persone che vive per apparire un millantatore lo conosciamo tutti e adesso anche tutta Italia che brutta figura!!!!! ancora una volta.

  7. giuseppe ioppolo scrive:

    ho atteso tutti questi anni in silenzio come mia consuetudine perchè non amo apparire a differenza di quanto descritto anche dal signor Murra.. e da altri quali vorrei ricordare che c’è un procedimento penale in corso…che dimosterà la verità .. nel frattempo la famoa vigilessa sospesa dal servizio è condannata a quattro anni la paladina della giustizia.. ma il mio motivo per cui scrivo voglio che sia chiaro a tutti coloro che si postano con dei soprannomi perchè vigliaccamente si nascondono dietro un nick name.. alla pari maniera giudicano gratutitamente ….ma a me hanno insegnato che prima di aprire la bocca bisogna ascoltare il doppio di quanto si parla… ad oggi di scritto c’è solamente quanto detto da un giornalista la verità sta in tribunale.. infatti i risultati sono a conoscenza di tanti oramai. Io non sono quella persona descritta…chi parla male di me parla o per puro e mero populismo che va di moda o per invidia ma grande invidia come quel cialtrone che si posta come PEPITO che solo un cialtrone può essere a scrivere tanto di me perchè lo sfido pubblicamente a questo mentecatto di dire dove io abbia mai millantato per apparire… buffone se sei una persona vera vieni allo scoperto ed abbi la dignità… perchè le palle non le hai altrimenti ti saresti presentato con nome e cognome .. CONCLUDO io sono un SIGNORE sappiatelo tutti quel linguaggio non appartiene alla mia formazione non ho mai detto quelle parole è la giustizia lo dimostrerà… tanto dovevo saluti

    • rmurra scrive:

      Io sono un Avvocato, signor Ioppolo, e quindi garantista per natura. Aspettiamo quindi, come giustamente osserva Lei, le decisioni della magistratura. Tuttavia quella notizia, che mi sono limitato a riportare in modo integrale, era troppo ghiotta in un momento in cui la parte peggiore della politica italiana assume toni di prepotenza e protervia con i cittadini “normali” e con le poche regole ancora esistenti (come quelle del Codice stradale). Non conosco i motivi per i quali l’agente della polizia locale sia stata – come ella riferisce – sospesa dal servizio (e condannata?!), ma sarebbe comunque interessante sapere se Ella era davvero uno (o forse il più fidato) collaboratore del politico menzionato in quegli articoli di stampa.
      Concordo, infine, sul fatto che l’anonimato è una brutta bestia (come lo sono, evidentemente, quei giornalisti alla ricerca di facili scoop): ma io non solito censurare nessuno (neppure Lei).

  8. giuseppe ioppolo scrive:

    Egregio Avvocato ,
    le rispondo dicendole che ho prestato servizio presso il senato della repubblica per ben due legislature …prima alla Commissione Difesa , poi Alla Bicamerale Nato con mansioni di capo della segreteria e non di portaborse… facendo oltretutto presente che negli anni in cui ho prestato servizio lo ho fatto gratuitamente.. senza ricevere alcun compenso… ed ho dato tanto al mio paese ed a quella istituzione.. le notizie giornalistiche…saranno anche ghiotte ma bisogna sapere anche cosa si commenta .. perchè io non ho mai commentato cosa e quanto hanno scritto su di lei tante volte additandola .. proprio perchè sono dell’avviso che ognuno conosce le proprie verità … e se garantisti bisogna essere ..lo si dimostra con i fatti ed il suo commento nel mio articolo non mi pare tale.. comunque la verità verrà a galla è dimostrerà quanto falso è stato dichiarato su di me.. perchè se io esibisco un tesserino è chi legge invece di leggere cosa c’è scritto dichiara tutt’altro perchè ha interesse a fare lo scoop perchè immagina che le torna utile in virtù delle sue problematiche preesitenti ed addirittura chiama il giornalista fornisce i miei dati personali, dell’autovettura. mentre sta cercando di elevarmi contravvenzione.. beh tutto questo ed altro che la magistratura ha vagliato è continuerà a vagliare per decidere èincredibile . le dico che io non sono mai stato il collaboratore o forse il più fidato del politico SEN. Sergio de Gregorio.. perchè ove lo fossi stato sarei rimasto coinvolto sopratutto nelle sue vicende giudiziarie… La ringrazio per avermi fatto descrivere sia il mio pensiero sia la mia persona. Cordialmente la saluto. Giuseppe Ioppolo

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